"Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché.
I loro desideri hanno le forme delle nuvole."

Charles Baudelaire

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venerdì 13 novembre 2009

Ciao Grecia, scusa ma devo turcarmi



Il giorno dopo il felice incontro con i nativi di Atene mi sono diretto verso il confine, Salonicco precisamente, arrivato nel tardo pomeriggio di sabato ho trovato accoglienza presso il Bill Hotel (…), abbastanza vintage/spartan/muffan devo dire, ma economico, centrale e soprattutto c’era posto, non so come mai ma l’ostello ed altri hotel erano pieni, mah. La città è abbastanza carina, la sera ho fatto un lungo giro per il centro, un bel viale principale che arriva fino ad una grande piazza sul mare, pieno di locali e gente, davvero parecchie persone in giro specialmente giovani, movida sallonicca, però io sono stanco e devo fare il bucato, anche se pare che in Grecia ci siano dei giorni in cui non si possono stendere i panni fuori dalle finestre, non so quale legge sia, me lo disse il padrone dell’ostello di Atene, mah…comunque io sono forestiero, c’ho tre panni e devo stendere!!!
Il giorno seguente, dopo aver trovato un bus per Istanbul, cioè, lo ha trovato il mio gentilissimo padrone dell’albergo, altrimenti avrei dovuto prendere il treno solo cuccette e 70 euri, (no grazie, faccio l’autostop), mi sono diretto verso la città vecchia che naturalmente sta arroccata in cima alla città (viaggio in salita questo), a metà della sfacchinata tra una foto e un infarto, comincia a tirar vento, il cielo si chiude e viene giù un acquazzone terrificante, io naturalmente ero uscito con la maglia di cotone e senza giacca, nessun riparo in quel tratto di strada, non mi rimane che insaponarmi…fortuna dura una mezz'ora poi si riapre e io, zuppo, continuo la visita.
La parte vecchia è certamente quella che mi è piaciuta di più, con le sue mura medievali, le case colorate, i giardini, i vicoli e le viuzze gremite di taverne e ristorantini con tavoli all’aperto, tutti pieni e poi una vista dalla città al mare che lascia senza fiato…veramente affascinante e popolazione un po’ diversa da quella vista sin’ora, per via dell’influenza balcanica credo, i tratti somatici sono più gradevoli, comunque anche quì le persone sono davvero cordiali, curiose e l’Italia piace, ovunque è espresso, pizza, vespa, fiat, dolce&gabbana ect…, come dice Andreas, “greci e italiani una fazza una razza”, poi me lo spiegate…e infatti mentre mi nutrivo in un micro locale del centro mi si avvicina una ragazzo e comincia a parlarmi in un italiano un po’ stentato ( CATTANIIIIII!!!), e passiamo un po’ di tempo a parlare di calcio (meno male), è domenica e stanno controllando i risultati dei vari campionati per il calcio scommesse, che in Grecia ha lo stesso numero di fedeli della chiesa cristiana ortodossa, il 97%, praticamente pregano e scommettono (a proposito fino a qualche anno fa seguivano più il nostro campionato che il loro, ma dopo calciopoli si sono dati alla liga spagnola…altra bella pubblicità).
Purtroppo la Grecia per quanto bella continua a costare e poi devo andare, alle 22 parte il bus per Istanbul.
Notturno della durata di 11 ore, 11 lunghissime ore in bus farcito di turchi, armeni, kirghisi, bambini, matrone e scatoloni, alle 2, credo, attraversiamo il confine e comincia la micro odissea, tutti giù dal pullman per controllo passaporti al freddo e al sonno, in entrambe le dogane e in fatti trascorriamo un’ora e mezza in questo modo, allucinante...alle 9 finalmente Istanbul, casa, devo dire che questa città è favolosa l’adoro profondamente.
Ci siamo stati a capodanno, e me ne sono innamorato, sarà anche per i momenti felici di quel periodo….infatti scatto poche foto e mi godo il meraviglioso clima che trovo, sole immenso e 25 gradi, giro in maglietta che non mi sembra vero, la mia dimora è in sultanhamet, lo so è una zona turisticissima però è pieno zeppo di ostelli e pensioni ed io ho bisogno di riposo dopo la scorsa notte, e poi la lira turca è un piacevole cambio per gli euro tutte le spese si dimezzano, tutte, beh anche di più…sono riuscito a trovare un kebabbaro con i panini a 1 TL = 0,45 centesimi di euro, che pulciaro che sto diventando…
Sono stato tre giorni a Istanbul, in giro come sempre dalla mattina alla sera, tra vie, bazar, negozi, università anche più in là, lontano dalla zona turistica (posto foto di “lato b” della città), i giovani sono assolutamente come tutti quelli europei, jeans, i-pod, i-phone, ragazze all’ultima moda (proprio ultima no ma…), alcune con il velo colorato sul capo ma la maggior parte no, la trovo assolutamente in linea con i canoni di una qualunque città europea, ma con fascino tutto suo, e poi è il non plus ultra del merctatismo, dove ad ogni angolo chiunque ti vende qualsiasi cosa (ti puoi anche pesare ci sono quelli con i vari tipi di bilancia) ed è bellissimo mercanteggiare, peccato che a me non mi filano proprio, tranne i venditori di jeans, certo devo proprio essere vestito di m…vabbè.
Mi sono anche concesso una romantica gita sul bosforo, io e il mo zainetto da 25 lt, però due ore e mezza so veramente troppe pure per una coppia unita come noi!
Insomma, Istanbul mi conquista in maniera profonda, è una piacevolissima simbiosi di europa e medio oriente, assolutamente ospitale e sicura, per chi non ci fosse mai andato la consiglio vivamente.

Andrea, Istanbul

sabato 7 novembre 2009

Athena si, ma i cavalieri??



Venerdi 6 novembre, mi sveglio di buon ora per la mitologica visita all’acropoli di Atene, se non fosse per il nuovo nanotrash inquilino capellone scassaminch, sarebbe un’altra felice mattina, cmq, decido di affrontare le impervie rampe per l’accesso al sito, una volta arrivato (e aver lasciato i polmoni nel parco), mi trovo dinanzi una calca multietnica di gruppi turistici, italiani, ebrei, giapponesi e tutto l’ambaradan…vabbè, pago i miei 12 euri, con accesso a molteplici siti di interesse e comincio il mio personal Acropoli’s tour…dopo un’oretta in giro e qualche scatto si scarica la fotocamera…inutile descrivere gli aggettivi che hanno invaso la mia mente, ma sono le 10,30, nulla è perso, l’acropoli era stata completata, torno il pomeriggio e termino il tutto…

Mi reco in ostello, carico la camera e fatte ormai le 13, prima di dirigermi verso il museo archeologico nazionale, vado alla ricerca del curioso ristorante nei pressi del mercato comunale, di cui la guida (non mi fidavo), dice testualmente: locale senza insegna, ricavato da un seminterrato sotto un ex negozio di olive ormai chiuso, si vede a malapena, stanza fumosa con le tradizionali botti di retsìna (tipico vino greco), locale di venditori, poca scelta ma merita almeno un’occhiata…figurati se non ci vado e poi le guide che ne sanno de trash…lo trovo, entro e un signore semi addobbato mi dice di sedermi con lui (dice, mi trascina..), lo intuisco, ma la mia sedia è troppo vicina alle botti, arriva il ragazzo delle sardine (non delle seppie, Dario), e mi fa accomodare al tavolo di un signore ben vestito che accenna un saluto schivo (visto come ero vestito…), il ragazzo mi porta al bancone dove credo il padre, in un angolo con una griglia e tre pentoloni ribollenti mi dice di scegliere, na parola, zuppa di ceci con qualcosa dentro, zuppa di patate e zucchine con qualcosa dentro, verdura affogata nell'olio con qualcosa dentro, sardine alla brace o insalata…scelgo le ultime due tra i bofonchi controturistici del padrone (relativi ovviamente, sono solo pratici), mi siedo e arriva l’insalata assassina: piatto cupo di ceramica con blocchi di pomodori, cetrioli, peperoni verdi, cipolla rossa, pianta intera di origano il tutto immerso nell’olio crudo e semi di peperoncino…solo chi mi conosce sa che il peperoncino lo mangio a colazione, ma stavolta ci è voluta tutta la forza del mio palato per evitare di correre per le impervie scalette del bucicattolo e urlare a squarcia gola AIUTOOOOOOOOOOO (in greco per giunta)…cmq arriva l’altro commensale del signore ben vestito al tavolo, cominciano a parlare e mangiare in serenità, io arrivo alla mia 7° buonissima sardina e uno dei due dice “italiano?” , non avevo detto mezza parola giuro e di solito mi scambiano per spagnolo, cmq cominciamo a parlare in inglese e i due signore si rivelano estimatori sfigati di Roma e delle sue meraviglie, nonché di BERLUSCONI, e te pareva, il pranzo procede sereno tra battute politiche, meraviglie italiche e il pensiero degli italiani, inutile far capire che gli italiani non amano il berlusca, lo votano…cmq nemmeno loro lo adorano anzi uno lo ritiene ridicolo (e ci mancherebbe), l’altro, meglio sorvolare perché lo adora J, insomma per farla breve mi ritrovo loro ospite fino alle 17, parlando ridendo e scherzando su tutto, il signore più adulto si rivela amico da una vita del padrone (ah, il nome del locale è Diporto, così chiamato perché ci sono due entrate, una per ogni angolo...) e mi dice che questo è uno dei ristoranti più frequentati di Atene, è su tutti i giornali della città ma mantiene da sempre la sua meravigliosa semplicità (me ne sono accorto subito perché entrava ed usciva gente continuamente, c’era la fila, e i commensali erano quasi tutti di livello sociale elevato, nonostante i prezzi popolari ed il servizio “casereccio”), i due amici sono fantastici, se non sbaglio (scusate in caso), Theodoros fa l’insegnante al teatro nazionale e Andreas si occupa di poesia romana, greca ecc…insomma due personaggi incredibili che hanno accidentalmente stravolto la mia giornata e il mio "atenepensiero", certo ho rinunciato a finire il tour delle bellezze della città vero, ma ho incontrato due uomini eccezionali affabili e competenti, colti e veri signori, mi hanno impedito di pagare perfino il caffè, totalmente ospite della cordialità greca.

Ho passato una delle giornate più belle di sempre davvero, è proprio per questi improvvisi e leggeri momenti che ho deciso di viaggiare, stupirmi di ogni imprevisto conscio che qualcosa alla fine accade sempre… grazie Theodoros e Andreas, avete reso un semplice soggiorno un ricordo indelebile, ci vediamo a Roma, ma senza Silvio!!!!!



Andrea, Atene

“òpa, òpa”….si ma il vetril?




Arrivati a patrasso con un’ora di ritardo per via del mare sotto “taranta” (persino l’equipaggio era “lievemente” allarmato), riusciamo a scendere dal traghetto, ad attenderci il bus navetta gratuito del porto per la stazione, ma non solo, anche un diluvio di proporzioni inaudite, il tempo di fare 20 metri e siamo totalmente fradici, ci accompagna alla stazione dei treni (stazione) cubo di cemento con all’interno 2 sportelli e 2 file di tre sedili, e siamo a Patrasso 34° capitale europea, grande centro economico culturale della Grecia, bene...

I stranieri con me prendono il biglietto per Atene del pomeriggio (unica destinazione per tutto il giorno, solo poi scoprirò che le 5, 8, 12 corse di treni al giorno sono riferiti al periodo estivo…), io ci penso un attimo, interpreto i segnali del cubo di cemento e capisco che il treno greco non fa per me, di fronte, un po’ più in là (di nuovo fracicata immane), c’è la pseudo stazione dei bus (pseudo perché le stazioni solitamente in provincia sono market, bar, tabacchi e quant’altro..), decido di non andare direttamente ad Atene ma di fare un giro per il Peloponneso e prendo il bus per Olimpia, passando per Pirgos, l’idea era poi di proseguire per Sparta, Micene, Epidauro poi arrivare ad Atene, tutti patrimonio dell’Unesco e imperdibili meraviglie greche...

Giusto, sono in effetti tutti siti meravigliosi che evocano gli splendori di una delle civiltà più antiche della storia, ma nessuno ti dice quanto sia cara la Grecia oggi, almeno per me.

Sarebbe da dedicare un intero mese se non due per visitare tutti i siti di questo splendido paese, ma non è il mio caso, non è per questo che sono “sulla strada”, quindi dopo essere arrivato ad Olimpia, sotto il solito diluvio, decido di visitare il sito l’indomani e poi partire per Atene.

Nonostante la bassa stagione i prezzi sono troppo elevati, riesco a contrattare una stanza in una pensione decorosa, anzi più che decorosa e con una padrona di casa gentilissima (mi ha fatto un buon prezzo perchè credeva fossi uno studente, poi visto il passaporto a detto “ah italiano!!”, ma già avevo vuotato lo zainone sul letto J), è “bassa” stagione e l’unico dei 10 ostelli in Grecia è chiuso, mi concedo una doccia…(grrr).

Il sito è davvero bello, grande, patrimonio, ma…come dice qualcuno, una volta vista Roma è difficile trovare qualcosa di così bello ed integro, nonostante il caotico traffico, e in effetti il simpatico cumolo di sassi e le due colonne rimaste in piedi non stimolano la mia voglia di cultura Unescu…riparto, sul magico bus greco direzione Athena.

Bus dallo splendido pavimento plastificato (giuro), musica greca a cannone, quella con il mandulino (bouzouki) e quel simpatico strumento a fiato (?) che riempie ogni viaggio con i passeggeri che cantano in ogni ordine di età, davvero troppo, ma in fondo anche divertente lo ammetto, mi ammazzo un pò di risate.

Il viaggiare così è incredibile, sarà che non ho un itinerario, luoghi e siti da visitare, tempi da rispettare, tutto questo l’ho appena lasciato dietro di me, per un po’ almeno, e già da così poco mi rendo conto di quanto la mente faccia voli pindarici, non ascolto mp3, nn vedo tv e non leggo al momento, mi godo la confusione di un pensiero libero privo di vincoli ed obblighi quotidiani, capace di improvvisare e cambiare continuamente qualunque progetto…fantastico davvero, per questo viaggio.

Insomma il mio G.G M. Greco è assolutamente realistico, e per oggi vi evito i commenti sulle attività commerciali che non si reputano tali senza le due colonne o pilastri sormontati dal classico frontone triangolare, la tipica “capriata” credo, che invadono per il 90% gli immobili …spettacolo.

Ad Atene la mia dimora si chiama Youth Hostel Victor Hugo, tra la stazione di Larissa e piazza Omònia, zona non particolarmente raccomandabile, ma comoda e vicina al centro (e al mercato, una fissa ormai), in più il personale dell’ostello è grandioso, il ragazzo alla reception mi ha regalato la mitica lonely Middle East del 2006, l’ho cercata per un mese in tutta Roma dopo che Dario me l’aveva fatta vedere, ma con l’uscita della nuova edizione è introvabile, in più il padrone è una fissa, stiamo ore ed ore a parlare di tutto, compreso Silvio…vabbè, tutti non fanno che chiedermi di lui, grazie premier!!!!

p.s: oggi ho mangiato in bar del mercato, mega panino freschissimo, 30x10 cm, con pancetta cotta al momento, formaggio, melanzane grigliate, pomodoro, insalata e birra, per la modica cifra di € 3.20, la padrona non capiva che m…volessi quindi ha chiamato la figlia “lei parla italiano” dice, e in effetti qualcosa sapeva, gli chiedo se era stata in Italia e lei “Italia? no no, commissario Cattani…!” (la piovra)….grazie cinema italiano, grazie davvero.

p.p.s.s.: l’inglese al dì fuori di Atene è un po’ tabù (non che ad Atene sia così fluene), e i modi dei greci appaiono a volte un po’ rudi, sgraziati, ma è il loro modo di emettere il suono di una lingua così antica ed acusticamente dura.



Andrea, Atene