"Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché.
I loro desideri hanno le forme delle nuvole."

Charles Baudelaire

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giovedì 26 novembre 2009

Giorni di ordinaria Turchia




Pannelli solari: come in Grecia non c’è casa o palazzo che non ne abbia, ovunque.
Gas: bombole, bombole, bombole, ogni cucina di ogni posto, usa bombole, tranne che nelle grandi strutture i riscaldamenti sono con stufette elettriche da parete a incandescenza, fornelloni o legna (+ panneli solari = Avranno il gas metano?ummm cmq 10 per i pannelli).
Bere: the, non si può vivere senza, ogni ora, ogni minuto, ogni vicolo, ogni viaggio, ogni ogni è ogni per il the, solo zollette per lo zucchero, e lo offrono sempre!Yogurt, a colazione, pranzo, merenda e cena, tranne quando si beve il thè, ma dico io, panino con sarde ed insalata, puoi sorseggiare yogurt acido??????
Raiki, un liquore simile all’ uzo o alla nostra sambuca, birra, si la birra c’è efes o tuborg a volte anche altre estere e il prezzo irrisorio e come in Grecia il 90% parte da 50cl. Evoluzione islamica…
Mangiare: quantità di carne infinita, pochi i tipi di preparazione, kebap verticale (doner??), kebap a spiedino, polpette, kebap in pida, kebap in panino, in pizza in cornetto, carne sempre a volte pesce, piatti unici con riso, insalate, patate e carne, zuppe, legumi con carne; pizza turca, non male, forma “barcangolare” farcita e infornata non male davvero ma non è Pizza! e dolci a profusione.
Codice della strada: come in Grecia inesistente, sorpassata anzi doppiata, inutili strisce, limiti, linee di corsia, curve, divieti, semafori, insomma nulla di tutto ciò che conosciamo delle regole, il codice stradale non e s i s t e!!!
Bus: fino a Van ineccepibile, puntuale, economico, comodo, pulito, servito.
Merce da bus: mentre in Grecia è usuale utilizzare come servizio degli autobus l'invio di pacchi pacchetti e quant’altro con bolla e magazzino, in Turchia cambia..oltre a scatole e scatolette, ci sono sacchi, enormi sacchi, pezzi di stufa, pezzi di ricambio, cavi della luce e peggio…ovviamente senza alcun tipo di legalità.
Tourist information: utili solamente a fornire cartine, per qualunque altra cosa rivolgersi altrove.
Bagni: turchi, sono sempre pubblici, a pagamento, poco raccomandabili e privi di carta, ma forniti di secchiello o sifone..(meglio saperlo no?), quasi solo i ristoranti hanno il proprio per i clienti tranne il Mac Donald, it’s free :-).
Modi oscuri: noi saremo pure “italiani mafiani” e non ci piove, ma il sistema, la rete “commerciale” turca ha qualcosa di inimmaginabile e non si nota se non si osserva da non turista, inevitabile, si ha talmente da fare e vedere che non ci si fa caso, normale ma.. es: omini in sultanahmet, quelli che passano vendono castagne alla brace, pannocchie ecc, sono in realtà “famiglie” organizzate, c’è il padre che vaga, il figlio grande vende le castagne e le pannocchie, poi c’è il signore con le guide in tutte le lingue e il marmocchio, o più, che vendono cartoline e cose varie, ogni tot si riuniscono a turno vicino al carretto per rifornirsi dei vari oggetti, sono un’unica cosa e sono sempre nello stesso posto, sempre loro quasi assegnato e sono sempre e solo turchi.

Questo ovunque in qualunque posto mai visto un senegalese, un marocchino, un albanese, uno slavo, uno zingaro, UN CINESE?…mai! (forse ho visto un ristorante coreano e un negozietto cinese, magari mi sbaglio ma di solito in ogni città c’è sempre più di uno).
Sono sempre e solo loro, in ogni posto, ufficio, taverna, bar e sono sempre più di quelli che servono e si conoscono tutti!
Credo che sia un sistema ben studiato e non da loro….altro esempio: angoletto vuoto vicino la suddetta piazza una signora poggia in terra un fulard con 3, 4 paia di guanti e cappellini di lana fatti a mano, tempo nemmeno 2 minuti arriva la polizia spara 1 frase dal megafono della macchina e in un batter d’occhio la signora si dilegua…ummm stranetto no?
E nemmeno nei vicoli fuori dal centro, da nessuna parte c’è un venditore diciamo abusivo, mai e mai nessuno ti chiede le elemosina, i disabili ad esempio vendono per terra vicino agli altri addirittura ti fanno pesare con la bilancia e mai nessuno chiede!
Non so, io un’idea me la sono fatta e da una parte nemmeno negativa, però non ho mai visto nessuna attività gestita da stranieri a meno di copie miste.
Gatti, hanno paura dei gatti o gli fanno schifo, sempre nella piazza di cui sopra, ce ne sono parecchi che girano liberi e ogni tanto si sentono delle urla, maggiormente ragazze, che schizzano via appena se ne avvicinava uno nemmeno fossero tarantole mentre i mocciosi amano attirarli per prenderli a calci..grrrr...almeno questo ad Istanbul…ci sono tanti gatti, e nessun ristorante cinese…a Roma i gatti non ci sono quasi più…(cattiveria ;-D)
Cortesia: si con tutti, ma tra di loro sono davvero fraterni, baci abbracci sorrisi, mai e mai ho sentito qualcuno urlare o litigare, mai.
Sicurezza: in questi primi giorni di viaggio non ho avvertito mai nessun pericolo, al momento certo, sono sempre stato trattato benissimo pur non essendo un turista “tipo”, ovunque in posti più o meno turistici la massima disponibilità e gentilezza, anche in posti isolati tutti si sono adoperati per il massimo aiuto specialmente quando non ci si comprende e le cose possono essere mal’interpretate, forse io in un paio di occasioni mi sono sentito diffidente, distaccato, per poi dirmi che imbecille ma come ho fatto a pensarlo?

Non ho ancora lasciato a casa tutte quelle barriere inutili, alcune servono sempre certo, ma la maggior parte delle volte siamo solo “ignoranza” e paura del diverso…è bello cominciare un po’ a spogliarsi.

martedì 17 novembre 2009

"L'incantevole", forse, è della natura...




Il paesaggio verso l'Anatolia centrale cambia notevolmente, la visuale si allarga e netti si vedono i monti in lontananza, le luci si fanno sempre più lontane delineando la forma dei piccoli paesi e finalmente si apre il sipario sul suolo della Cappadocia...non so descrivere il tutto, ti riempie gli occhi...lo spettacolo è fiabesco, comunque arrivo a Goreme, io, un pò di coppie giapponesi e anglosassoni e una coppia non etero, ma molto punk, ognuno si dilegua nel micro otogar alla ricerca del suo giaciglio, ci saranno 100 abitanti a Gereme e almeno 200 sono le attività, tra market, rent tutto, hotel, hostel & cavehostel, cioè gli alloggi con le camere/dormitori ricavati dalle rocce di tufo calcareo, e tutto appare un pò strano e fa freddo, davvero freddo.

Alloggio in una pensioncina molto naif, gestita da una coppia turco-scozzese, lei turca e sembra scozzese, lui scozzese scozzese, si sente dall’accento infatti capisco la metà di quello che dice, fortuna parla poco; sono in un stanza da tre, con il bagno in comune, con altre 8 stanze, ma vista la stagione, non c’è nessuno tranne una coppietta e l’atmosfera è molto familiare.
Appena arrivato anche se stanco decido comunque di fare un giro per il paese, ci metto 98 secondi, allora vado in cerca di una dimore più consona al luogo in cui sono, e ricominciano le scarpinate…giro, chiedo, vedo ma i famigerati cavehotel, sono piuttosto cari, almeno quelli realmente ricavati dalle caverne dei “camini” (molti e belli sono in zone limitrofe a Goreme) e paradossalmente anche se bassa stagione i prezzi lievitano per via dei riscaldamenti, e che cacchio!, quelli più accessibili sono in realtà appoggiati ai camini ma l’interno è quasi sempre ristrutturato a mò di caverna quindi decido di interrompere le ricerche, mi tengo la mia calda pensione.

Dopo un po’esce uno spiraglio di sole quindi mi diriggo immediatamente verso l'Open Air Museum, a metà dello stradone che passa dietro il paese e arriva fino al sito, (in salita), ci sono i due itinerari per passeggiare nelle "red" e "green" Valley mi pare, rispettivamente di 5 e 3 km (i “cartelli” sono da decifrare, così ì sentieri), ma decido di farle in seguito.

L’Open Air Museum non è enorme, consiste in un gruppo di chiese rupestri scavate nella roccia vulcanica dai monaci ortodossi cristiani (1000 d.c. circa, anche se le prime abitazione pare siano datate 2000 a.c), le testimonianze più importanti in Turchia, ci sono "camini" con grotte, chiese, e affreschi perfettamente conservati (in parte ristrutturati), insomma una piccola cittadina con molte chiese e tracce della vita quotidiana del periodo, incantevole davvero, tanto che ci passo un paio d’ore almeno, anche perché ci sono cmq gruppi di turisti e accedere alle grotte a volte richiede tempo per salire le “scale” e per le dimensioni dei spazi, in pochi possono accedere, ma con la solita calma mi godo il sole e il panorama…poi decido di scendere e fare altre foto in punti che avevo individuato e a metà delle mie arrampicate puntuale il cielo si chiude (ma stavolta è stato anche meglio, mi ha concesso alcuni scatti meravigliosi) e non mi resta che ritirarmi mestamente in albergo (solo 1 km oggi, bene).

Il tempo non da tregua e la temperatura si abbassa, fa freddo e rimango quasi tutto il resto della giornata in stanza; il giorno dopo non decide proprio di mollare quindi esco giusto per avere informazioni sulla zona e pranzare, quando finalmente smette di piovere approfitto della poca luce rimasta del pomeriggio per tentare uno dei due percorsi che comprende anche la chiesa del Nazareno, la pista è impraticabile vista la pioggia dei giorni precedenti ma decido comunque di proseguire, arrivo alla chiesa e ovviamente è a pagamento, a dire il vero è un piccolissimo "camino" e non so cosa ci possa essere dentro di così importante per pagare l’ennesimo biglietto in più quindi dico all’omino che sbuca da un cavernetta vicino (cioè tutto il giorno insaccato lì dentro per far pagare il biglietto?? Mah..), che non né il caso e continuo il sentiero, faccio ancora scatti alla vallata di fronte, arrivo fino alla fine e dopo un po’ sbuco, da dietro una roccia, in una specie di frutteto nascosto, con una grotta chiusa da una porticina con lucchetto e due strani tubi in plastica che escono fuori dai lati (molto inquietante), mi giro e non c’è praticamente nulla, tranne un muro di cemento, fine del sentiero…meglio andare, torno indietro e vabbè, dico solo che tra acqua e fango non mi volevano più far rientrare in albergo, che sfiga!

Ultimo giorno a Goreme, mi alzo piuttosto amareggiato (e fortunatamente senza 40 di febbre), il cielo è ancora plumbeo e un po’ mi deprimo, ma esco ugualmente secondo i miei piani, affitto lo scooter e faccio il giro delle altre vallate, pioggia o non pioggia!

Contratto per 4 ore, anche se ce ne vorrebbero 6 forse, pago e parto, dopo 10 minuti e le mani completamente congelate un miracolo, il sole (lo so che è troppo scomodarlo ma dopo gli ultimi 4 giorni…), questo mi rallegra parecchio e finalmente mi godo in solitaria tutti quei posti che da tempo mi ero immaginato, in più con l'assoluta libertà di muoversi con uno scooter e arrivare ovunque, (cioè quasi, in uno dei miei off road a momenti ci rimanevo per via del fango, fortuna che me la cavo bene sulle due ruoteJ).

È davvero bello perdersi in questi posti, pochi al mondo credo siano così suggestivi, quasi magici, nonostante tutto sono stato fortunato l’ultimo giorno è stato grandioso e non contento il pomeriggio fiiiino al tramonto sono andato anche a esplorare il sentiero più lungo, davvero un’ottima giornata, peccato che alle 22 ho il bus per Van, 14 ore di viaggio…

Ci fermiamo per la seconda sosta alle 8, scendiamo tutti e mentre il solito omino sbuca e comincia a pulire il bus (a ogni stop arriva qualcuno con la scopa o l’idropulitrice…mah), ci dirigiamo a fare colazione, lo chef consiglia zuppa di lenticchie, ma sono le 8 del mattino? vabbè andata, fa troppo freddo e non mi va di parlare in malese col turco…ripartiti mi rendo conto della differenza tra l’Anatolia “inoltrata” e la Turchia, non c’è davvero nulla, il paesaggio è davvero ostile, pochi villaggetti con capre e mucche (in mezzo al traffico locale, ma sono in india??) strade rovinate, case sparse quà e là tutte con il tetto di lamiera argentata, tutte!, i pochi bambini giocano in strada con gli animali, vestiti di molto poco, qui non ci arriva la “turchia” di pochi giorni fa…

Prima di arrivare a Van, mi si appiccica lo stewart del bus, che rompe il ghiaccio facendomi i complimenti per la performance notturna (simpatico, macchè devo faaaaaaaaa???), “comunicando” con lui mi rendo conto che l’aria è nettamente cambiata dalla Cappadocia, poche sono le sue parole di inglese ma ci capiamo, lui con la mia lonely in mano e io che interpreto; gli piace tanto l’Italia anche se non c’è mai stato e siamo brava gente, è sposato con due figli, mi mostra le foto, è curdo e non ben visto dai turchi, mi dice questo è un problema, il governo nemmeno ci vede, ci emargina, e il Pkk se ci prende ci uccide (non lo dice ma fa un cenno passando la mano sul collo, non è barba..)…bene.

Trascorriamo così comunicando il tempo rimasto per arrivare, è estremamente gentile e curioso, lui stanotte dorme a casa e domani riparte per Istanbul per poi tornare 4 giorni dopo e così via…stiamo passando intorno al lago, il più grande della Turchia mi fà, è così “minerale” che le donne quando ci lavano i panni non usano nemmeno il sapone… ma osservando i suoi occhi mentre mi parla, appaiono ai miei molto più profondi e “minerali” di qualsiasi lago Turco.

Arriviamo in otogar ai confini della realtà, persone con sacchi, scatoloni, buste, che si accalcano nelle poche auto e molti minibus, nemmeno scendo e già taxi taxi, mi giro e chiedo al “mio” stewart dove m…devo andare, e lui mentre aiuta a scaricare gli altri chiama uno e gli dice di farmi salire sul mini per Van, vai segui lui e mi sorride, contraccambio e lo ringrazio profondamente…partiamo belli compressi, il minibus scorrazza sereno nel traffico in totale assenza di codice stradale, un altro "must" turco, ogni tanto l'autista si gira e urla una parola, si ferma scendono i scatoloni e i sacchi con sotto un omino, macisti...alla fine mi fa scendere in centro (lo percepisco) e comincia la mia 2 giorni “Vannista”.

Nulla di chè, la città è “famosa” per i resti della cittadella del 900 con numerose tombe rupestri (non pervenute), proprio sul lago, bella, ma trascurata, anarchica, "abitata" da ragazzi e ragazzini che ciondolano lì tutto il giorno, piccoli lucignolo della parte più povera della città; l’isoletta di Akdamar, dove c'è la Chiesa della Sacra Croce 1000 a.c., oggi museo, alcune moschee e il misterioso Gatto di Van, che non si sa dove sia (in qualche riserva/zoo dicono) o se esista ancora…i gatti che ho visto io hanno i costumi degli attori locali, molto diversi dal “paese” precedente, con etnie diverse e rughe molto profonde, difficoltà e stili diversi, molto.

Un ragazzo, molto disponibile che lavora in albergo, mentre mi accompagnava ad un minibus mi ha detto, io sono curdo e il governo ci odia, non ci vuole, vivere qui è come vivere…hai presente hitler o mussolini? ..un po’…beh, è proprio così, nazismo...

Di scrivere non ho più voglia, ma di sperare in sentimenti che non siano sempre così riluttanti sì, sempre.

Andrea, Van






Mamma li turchi...



Terminato il mio tempo ad Istanbul, con la solita nuvola di fantozzi alle calcagna, rimedio un bus per Selcuk, cioè mica semplice, vado al tourist informatione e come immaginavo non hanno idea dei mezzi di trasporto turco (?), chiedere alle compagnie in centro, ovvio!!! comunque indosso la mia faccia tosta e vado.
Il simpatico interlocutore mi dice di avere tutte le informazioni del caso poi però mi chiede cosa ho visto fin'ora, cosa voglio vedere e dove vado (ummm..), tempo pochi minuti e me lo ritrovo a programmare il tour turco di tutte le meraviglie nazionali fino alla mia "mollata" in qualche paese vicino il confine, un'oretta ed ho in mano il preventivo con gli spostamenti, gli alloggi, le entrate nei vari siti, ecc... in più non rischio di sfracellarmi per la Cappadocia affittando uno di quei "scooteracci" pericolosi...ah, saremo al massimo una cinquantina di persone, intimo no? bene faccio io, ma il bus per lì? a guarda vai alla stazione dei bus e fino alle 24 ne è pieno, perfetto grazie, si ma il tour? no guarda io volevo solo sapere l'orario del bus per Efeso. :-)
L'otogar di Istanbul è un lunapark, ci saranno 150 compagnie con i propri uffici, per tutte le direzioni e tutte con i procacciatori urlanti che placcano qualunque essere vivente nel giro di pochi metri ti rincorrono quasi, uno spettacolo, e lì al n.26 con il mio urlatore di fiducia trovo il mio bus.
A differenza di quello greco, questo non spara musichette, bensì è tipo aeroplano, servizio con steuart che passano la merendina, l'acqua, tutto ciò di cui hai bisogno, in più ogni tre ore spruzza un disinfettante per terra, poi quello per le mani che ti versa da un boccetta (tipo quelle del ketchup nei fast food) che sa di detersivo per piatti (credo che lo sia, diluito), ma una salvietta umidificata no?? poi ho scoperto che viene usata ovunque, nei ristoranti, nei negozi, ovunque...
Arriviamo a Selcuk senza particolari inconvenienti, li vicino si trova Efeso, una delle sette meraviglie del mondo antico, nonché la casa della Madre Maria, dove tradizione vuole che abbia vissuto gli ultimi anni assistita dall'apostolo Giovanni, sono le 8 del mattino e nel piccolo otogar della cittadina già cominciano i taxi a chiedere dove vai, cosa fai, le solite insomma, io mi dileguo dopo aver mollato lo zainone ad una compagnia dei bus, ormai lo lascio ovunque, comincio a capire dove sono, chi sono e cosa devo fare (9 ore di bus notturno si fanno sentire).
Efeso è a 3 km, non ci sono bus pubblici ma solo taxi...umm già mi puzza, ok vado a piedi.
Arrivo all'entrata pregando che non piova, a smesso quando siamo arrivati e il cielo non mi piace, mi informo sui biglietti e mi dicono che il ticket comprende solamente l'entrata al sito archeologico ma non la casa di Maria Maddalena, si trova a 10 km sulla montagna...e io come ci arrivo?
Mi dicono di rivolgermi ai taxi, solo loro oltre ai pullman turistici, vanno sulla montagna...ma por...comincio a chiedere in giro e tutti mi mostrano lo stesso tariffario che comprende salita sul monte, attesa della visita e discesa con stop all'ingresso superiore del sito, la cifra è piuttosto elevata ma dopo una quindicina di minuti di trattative estenuanti riesco a dimezzare, italiano...
Arriviamo e la casetta di Maria è in un bellissimo boschetto, niente di che certo, ma la sacralità che si respira è reale, sia per i cristiani che per i musulmani, (anche se il tutto è gestito dallo stato con tanto di jendarme a presidiare..mah), ci sono parecchi turisti, tra cui un pulman di italiani (mi spiace dirlo ma insopportabili) e tra di loro??? un "collega" :-), piccolo il mondo eh?? però non lo conosco, ma posto foto... dov'è??
Da vedere c'è poco, si entra e si esce in fila e non si fotografa (tranne gli italiani!!!!!).
Riscendiamo e finalmente il sito, beh devo dire che è grandioso, non so quanti reperti ci siano ma sono una vastità e le parole non possono descrivere, magari le immagini lo faranno meglio di me.
Comunque verso la fine del tour le imprescindibili volontà del mio viaggio si presentano puntuali, si scarica la macchinetta (stavo per schiantarla contro l'imponente teatro!!!) e il cielo si chiude, in mezzo al parcheggio a 3 km dalla città!
Ero spacciato poi uno dei guardiani del parcheggio mi ha chiamato per farmi riparare sotto la tettoia del bucicattolo, mica dentro (che poi erano 3, 4 non si sa, tutti lì dentro in un posto che serve solo a far pagare l'entrata ai mezzi, in Turchia il surplus di "forze in campo" è un must, OVUNQUE).
Fine del diluvio i tre in più nella scatola di legno escono con gli stivali (?), si girano e mi dicono: funghi...buoni i funghi..mentre il capo stava dentro seduto che mi sorrideva dalla finestra con davanti una bacinella e ne puliva una busta, mamma mia ma dove sonooooo??? nel frattempo si aggregano a me due giapponesi e i simpaticoni ci dicono che forse passerà un minibus, ce ne sono tre al giorno che arrivano al sito ma dipende.. scusa ma da cosa!?!?!? e infatti non arriva... a piedi fino a Selcuk le giapponesi sarannò ancora lì!?
Il resto del pomeriggio lo passo in "città" tra la fortezza dove riposano le spoglie di San Giovanni, la moschea di Isa Bey ed un sito all'aperto proprio ai pedi della fortezza con uno spartano cartello che recita...no no lo posto!
Bene, Selcuk un giorno è più che sufficiente, quindi come al solito "repechigno" sull'alloggio e trovo un bus notturno per Goereme, Cappadocia, muoversi in Turchia in maniera disordinata è assolutamente semplice, direi familiare...altre 12 ore di bus..brvidi, però devo ammettere che sono comodi e assolutamente sicuri, poi dentro c'è sempre un gran materiale umano e viaggiando di notte passa, specialmente se ti spari 15 km a piedi ogni giorno come faccio, se non dimagrisco stavolta...unico problema di questa dolce traversata è stata la poca affinità con l'equipe, ci siamo "sostati" 2 volte per espletare formalità di ogni genere e tutte e due le volte mi sono ritrovato a rincorrere il bus per il piazzale dell'autogrill...riuscendo però a salire al "volo"...che simpaticoni sti turchi!!!!!

Andrea, Van

venerdì 13 novembre 2009

Ciao Grecia, scusa ma devo turcarmi



Il giorno dopo il felice incontro con i nativi di Atene mi sono diretto verso il confine, Salonicco precisamente, arrivato nel tardo pomeriggio di sabato ho trovato accoglienza presso il Bill Hotel (…), abbastanza vintage/spartan/muffan devo dire, ma economico, centrale e soprattutto c’era posto, non so come mai ma l’ostello ed altri hotel erano pieni, mah. La città è abbastanza carina, la sera ho fatto un lungo giro per il centro, un bel viale principale che arriva fino ad una grande piazza sul mare, pieno di locali e gente, davvero parecchie persone in giro specialmente giovani, movida sallonicca, però io sono stanco e devo fare il bucato, anche se pare che in Grecia ci siano dei giorni in cui non si possono stendere i panni fuori dalle finestre, non so quale legge sia, me lo disse il padrone dell’ostello di Atene, mah…comunque io sono forestiero, c’ho tre panni e devo stendere!!!
Il giorno seguente, dopo aver trovato un bus per Istanbul, cioè, lo ha trovato il mio gentilissimo padrone dell’albergo, altrimenti avrei dovuto prendere il treno solo cuccette e 70 euri, (no grazie, faccio l’autostop), mi sono diretto verso la città vecchia che naturalmente sta arroccata in cima alla città (viaggio in salita questo), a metà della sfacchinata tra una foto e un infarto, comincia a tirar vento, il cielo si chiude e viene giù un acquazzone terrificante, io naturalmente ero uscito con la maglia di cotone e senza giacca, nessun riparo in quel tratto di strada, non mi rimane che insaponarmi…fortuna dura una mezz'ora poi si riapre e io, zuppo, continuo la visita.
La parte vecchia è certamente quella che mi è piaciuta di più, con le sue mura medievali, le case colorate, i giardini, i vicoli e le viuzze gremite di taverne e ristorantini con tavoli all’aperto, tutti pieni e poi una vista dalla città al mare che lascia senza fiato…veramente affascinante e popolazione un po’ diversa da quella vista sin’ora, per via dell’influenza balcanica credo, i tratti somatici sono più gradevoli, comunque anche quì le persone sono davvero cordiali, curiose e l’Italia piace, ovunque è espresso, pizza, vespa, fiat, dolce&gabbana ect…, come dice Andreas, “greci e italiani una fazza una razza”, poi me lo spiegate…e infatti mentre mi nutrivo in un micro locale del centro mi si avvicina una ragazzo e comincia a parlarmi in un italiano un po’ stentato ( CATTANIIIIII!!!), e passiamo un po’ di tempo a parlare di calcio (meno male), è domenica e stanno controllando i risultati dei vari campionati per il calcio scommesse, che in Grecia ha lo stesso numero di fedeli della chiesa cristiana ortodossa, il 97%, praticamente pregano e scommettono (a proposito fino a qualche anno fa seguivano più il nostro campionato che il loro, ma dopo calciopoli si sono dati alla liga spagnola…altra bella pubblicità).
Purtroppo la Grecia per quanto bella continua a costare e poi devo andare, alle 22 parte il bus per Istanbul.
Notturno della durata di 11 ore, 11 lunghissime ore in bus farcito di turchi, armeni, kirghisi, bambini, matrone e scatoloni, alle 2, credo, attraversiamo il confine e comincia la micro odissea, tutti giù dal pullman per controllo passaporti al freddo e al sonno, in entrambe le dogane e in fatti trascorriamo un’ora e mezza in questo modo, allucinante...alle 9 finalmente Istanbul, casa, devo dire che questa città è favolosa l’adoro profondamente.
Ci siamo stati a capodanno, e me ne sono innamorato, sarà anche per i momenti felici di quel periodo….infatti scatto poche foto e mi godo il meraviglioso clima che trovo, sole immenso e 25 gradi, giro in maglietta che non mi sembra vero, la mia dimora è in sultanhamet, lo so è una zona turisticissima però è pieno zeppo di ostelli e pensioni ed io ho bisogno di riposo dopo la scorsa notte, e poi la lira turca è un piacevole cambio per gli euro tutte le spese si dimezzano, tutte, beh anche di più…sono riuscito a trovare un kebabbaro con i panini a 1 TL = 0,45 centesimi di euro, che pulciaro che sto diventando…
Sono stato tre giorni a Istanbul, in giro come sempre dalla mattina alla sera, tra vie, bazar, negozi, università anche più in là, lontano dalla zona turistica (posto foto di “lato b” della città), i giovani sono assolutamente come tutti quelli europei, jeans, i-pod, i-phone, ragazze all’ultima moda (proprio ultima no ma…), alcune con il velo colorato sul capo ma la maggior parte no, la trovo assolutamente in linea con i canoni di una qualunque città europea, ma con fascino tutto suo, e poi è il non plus ultra del merctatismo, dove ad ogni angolo chiunque ti vende qualsiasi cosa (ti puoi anche pesare ci sono quelli con i vari tipi di bilancia) ed è bellissimo mercanteggiare, peccato che a me non mi filano proprio, tranne i venditori di jeans, certo devo proprio essere vestito di m…vabbè.
Mi sono anche concesso una romantica gita sul bosforo, io e il mo zainetto da 25 lt, però due ore e mezza so veramente troppe pure per una coppia unita come noi!
Insomma, Istanbul mi conquista in maniera profonda, è una piacevolissima simbiosi di europa e medio oriente, assolutamente ospitale e sicura, per chi non ci fosse mai andato la consiglio vivamente.

Andrea, Istanbul