"Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché.
I loro desideri hanno le forme delle nuvole."

Charles Baudelaire

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venerdì 13 agosto 2010

Ozio per ozio...e non perdere il vizio!

Davanti al maxi schermo in riva al mare allestito per i mondiali di calcio assisto al triste epilogo della nostra nazionale, fedele specchio dell’inarrestabile declino del mio amato paese, affogo il mio dollllorrre nel pesce fritto mentre lo stordito ragazzo dello stand mi porta la birra gelata, e di sua sponte un dono…con un innocente sorriso mi porge il calendario delle prossime partite del torneo fino alla finale, lo guardo (bramando semplicemente il calore del suo collo fra le mie mani) e lo ringrazio del pensiero…mentre nella mia mente calciofila se ne susseguono di impronunciabili.
Fortunatamente il giorno dopo arriva Daniela, anche per la gioia di Martin a dire il vero, che è si un tipo simpatico ma piuttosto logorroico e parecchio british, con me ed il mio inglese awanagana i discorsi finiscono spesso con un Doh!, ora tocca a lei parlarci, e quanto... J.
Non perdiamo tempo e il giorno dopo affittiamo la moto e cominciamo ad esplorare le zone vicine.
Oltre al mare ci sono anche templi e grotte buddiste davvero incantevoli (tranne che per le scalinate), quindi le giornate trascorrono così: ricerca di nuove spiagge, “breve” sosta nei ristorantini di pesce locali, tentativi di comunicazione con gli abitanti (spesso vane), ed escursioni sulle colline, una fatica eh...?
Il mare non è esaltante complice anche la stagione delle piogge ma la tranquillità del luogo e la cordialità degli abitanti (e l’ottimo mercato delle cibarie serale J) ripaga dei continui scherzi del tempo.
Una giorno siamo andati anche a visitare il vicino confine con il "Myanmar" dove ogni mattina c’è un mercato piuttosto interessante, a detta di Martin…
In realtà è stato piuttosto deludente, tranne che per i banchetti che vendevano piante di varietà a me sconosciute, specialmente Daniela che sperava di trovare qualcosa di interessante per il suo mercato, tutto il resto è paccottiglia cinese o roba simile; per me però è stato strano essere li a pochi metri da quel paese che mesi fa non mi hanno concesso di attraversare; lo guardo da qui, due passi e sarei in Birmania, in uno degli ultimi luoghi dal fascino quasi immutato, mi attrae sempre più specialmente dopo aver visto gli occhi e i visi delle persone che scambiano ogni giorno i loro prodotti a pochi metri da quello stesso confine, ma so anche che non avrei la libertà di esplorarlo come desidero per via dell’ennesimo folle governo, regime militare a dire il vero, che controlla e costringe e vieta e soffoca e strappa l’anima a chi vuole solo semplicemente vivere una vita...sempre a pochi metri…
L’ultimo giorno decidiamo di completare il tour de force scalando il tempio della città tra gli inquietanti macachi, molti, troppi, fortunatamente insieme a noi ci sono altre 4 persone che assoldano una venditrice di banane per visitarlo, almeno si distraggono...sinistri.
Il tempio appare disabitato e un po’ trascurato ma è comunque piacevole grazie agli onnipresenti alberi di frangipane in fiore che emanano ovunque il loro penetrante profumo, alla bella vista sulle baie con gli isolotti di rocce calcaree e le colorate barche da pesca thai, bello veramente.
Prima di riconsegnare la moto tentiamo di visitare anche li tempio sulla collina in mezzo alla base militare ma appena arrivati rimaniamo basiti dinanzi alla particolarità dei “residenti”, i gibboni.
Intere famiglie di docili e dolcissimi gibboni dalla lunghissima coda invadono tutto il perimetro dinanzi alla scalinata che porta al tempio (per fortuna, ripida e lunga…salvato dai primati J), con i cuccioli che giocano, i più piccoli  arancioni (?) allattati dalle premurose mamme, altri a mangiare tra alberi, prati e strutture di legno, restiamo li quasi fino al tramonto a fare foto ed osservare la dolcezza di questi animali e la bellezza questo luogo in mezzo ad una base militare…senza parole.
Il giorno seguente lasciamo Prachuap Khiri Khan ma non prima di aver ricevuto da Martin e Lilly indicazioni e suggerimenti relativi alla località che andremo a visitare, Ban Krut, 50 km dalla città di Chumphon.
Siamo stati davvero bene con loro, gentili e disponibili in ogni momento, anche se sospetto che Daniela non la pensi esattamente così per via delle logorroiche conversazioni giornaliere di Martin e le mie performance nasali notturne, credo cominci a pentirsi gradualmente della sua scelta J.
Dopo poche ore di treno arriviamo alla stazione, il tempo è bellissimo ma il caldo è soffocante, la distanza dalla località è di circa 2-3 km, gli zaini pesano…mentre riflettiamo sulla possibilità di chiamare il tuk tuk sidecar (ennesimo curioso veicolo locale), due ragazzi su un furgoncino delle bibite ci salutano, immediatamente li fermiamo con la scusa di chiedere indicazioni in merito alla guest house consigliataci da M e L, e dopo un attimo ci ritroviamo in mezzo ai cartoni di coca cola dietro al furgoncino, andavano proprio li, scrocconiJ.
L’alloggio non è un granché ma è proprio sul lungo mare davanti alla spiaggia e in giro ci sono solo resorts per thailandesi piuttosto kitch e costosi.
Anche qui ci sono pochissimi stranieri, alcuni con le loro compagne thai, altri trascorrono le “vacanze” dopo 6 mesi di lavoro in Europa.
La località è piccolina, c’è l’immancabile tempio in cima alla collina (ma raggiungibile in moto J), un villaggio di pescatori e vari ristoranti thailandesi; più avanti lungo la costa a pochi metri dal mare un residence piuttosto pacchiano e resorts (sporadici).
La spiaggia è una lunga lingua di sabbia deserta che arriva sino a Bang Saphan…non ci credo.
La mattina seguente decidiamo nuovamente di affittare la moto e partiamo per le consuete esplorazioni, ma con molta calma; dopo 1 km di strada tra il verde, alcuni edifici in costruzione e qualche resorts, avvistiamo palme ed amache…non resistiamo e ci fermiamo a fare il bagno e a prendere il sole, intorno a noi nessuno (tranne un omino coperto dalla testa ai piedi che con un lungo bastone fa cadere le noci di cocco lungo la strada per evitare "incidenti"…o magari arrotonda?).
Che meraviglia, ancora non ci crediamo, km di nulla tutto per noi e l’acqua è ancora più bella di Prachuap.
Daniela nonostante il suo ottimo italiano è a corto di parole “futuriste” (romane insomma) quindi, mentre lei tenta (invano) di aiutarmi con l’inglese io l’aggiorno sui termini utilizzati nella lingua corrente, tipo: relax = spappolamento, cioè???  quello che stiamo beatamente vivendo J.
Dopo ogni sosta ci spostiamo in altre zone lungo il mare, facciamo parecchi km con la moto e passiamo luoghi semi isolati, come la piccola baia prima di Ban Saphang dove abbiamo mangiato divinamente sulla spiaggia vicino al mare e fatto il bagno post-pranzo nell’acqua celeste e trasparente tra granchi e pesciolini.
Per le strade qualche contadino e i pescatori intenti a sistemare pesci da essiccare su lunghi teli blu, in strada pochissimi mezzi praticamente solo noi.
È comunque vero che lungo queste strade ci sono alcuni resorts, ma sono solitamente in mezzo alla natura e non “attaccati” l’un l’altro, molti quasi invisibili, nessuno occupa la spiaggia e comunque sono quasi esclusivamente frequentati da thailandesi durante il fine settimana o per le vacanze; non so se siamo stati fortunati nonostante la stagione delle piogge, ma tutto è tranquillissimo, bellissimo e le persone sono gentili come mai incontrate in Thailandia, sempre sorridenti e garbati, forse perché la zona ancora non è sfruttata dal turismo internazionale, non so, ma di certo è un posto che mi ha inaspettatamente rapito.
Passiamo così tre giorni, tra spiaggia, mare ed escursioni in moto, tutto è meglio di come immaginavamo, in più Daniela si sta rilevando una compagnia di viaggio straordinaria, praticamente andiamo d’accordo su tutto e ci piacciono le stesse cose, parliamo delle cose più diverse e conosciamo entrambi realtà differenti dalle proprie, donna estremamente interessante nonostante sia Australiese (quanti ti arrabbierai? J); certo lei la mattina all’alba fa yoga, credo, mentre io ronfo beato (tranne l’insolita mattina in cui ci siamo svegliati tardi entrambi leggermente scombussolati senza saperne il perché fino a quando il francese spelacchiato nella stanza di fronte ci ha raccontato della brillante idea della padrona…all’alba ha spruzzato al piano di sotto un potentissimo veleno per zanzare – uno dei figli ha contratto la dengue pochi giorni fa – praticamente una nube ha invaso per ore tutto lo stabile causandoci una sorta di “morte apparente” fino alle 11, e senza avvisarci!!!!) ma a parte questo ed il fatto che mi dice che parlo come Borat (no, al massimo come Albertone) mi fa davvero piacere condividere questo pezzo di trip con lei, speriamo non si stufi...

Andrea, Ban Krut

2 commenti:

  1. Ciaoooo scusa il ritardo nel risponderti... io sto bene, sono tutti i giorni al FASDIR... e le mie vacanze sono lontane fine ottobre primi di novembre...
    Baciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii Roberta (con tutte le i che vuoi!!)

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  2. beh, fine ottobre inizi di novembre si possono organizzare le migliori vacanze, ma conoscendoti già avrai pianificato...non ti stressare troppo in quel di "lì" mi raccomando :-)
    un bacione, a presto

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