"Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché.
I loro desideri hanno le forme delle nuvole."

Charles Baudelaire

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giovedì 3 dicembre 2009

Viaggio al centro della terra



Dopo la piacevole permanenza ad Esfahan decido di partire per Yazd (ovviamente il cielo è nero, maddai??) anche se non ho prenotato nulla decido di andare al terminal (già ho detto che in Iran si chiamano così le stazioni dei bus?) e vedere cosa succede; mi infilo in un taxi collettivo e qui la prima sòla del viaggio, il maledetto mi fa pagare per 2/3 persone per via dei miei pupo zaini e mentre lui farnetica in farsi sui miei dubbi in merito io, in italiano, lo mando in tutti i luoghi che in quel momento balenano nella mia mente, ma non importa, non voglio farmi rovinare la giornata per 1€.
Entro nel terminal e comincia la ricerca tra urlatori e compagnie, da una di queste un signore simpatico mi fa cenno di avvicinarmi, è quella giusta, chinato sul buco del vetro con un inglese persiano mi fa 40.000 rials (sono circa 400 km), ma di dove sei? Italia, ah Baggio.. e comincia a parlare sanscrito da solo, io non lo capisco ma cerco di farmi dire dove è il bus e a che ora parte, lui dopo un pò mi fa, a no guarda vai di la, dove?, li li all’altra compagnia, ok vado e gli omini appena dico yazd mi fanno tirare fuori i soldi (13.000 rials), mi danno un biglietto, chiamano un simpatico omino che girava come una trottola e mi lanciano a lui, in meno di 10 secondi sono sul taavoni superdelux il meglio del trasporto iraniano negli anni 50, un tuffo nel passato, un trabiccolo su 6 ruote pieno di soli iraniani lievemente unto e con una serie inquietante di secchielli in stato di decomposizione attaccati ai braccioli…appena mi riprendo siamo già in strada ma prima di imboccare la giusta direzione l’autista fa una serie di fermate e all'improvviso si materializzano persone con pacchi, pacchetti, la solita storia insomma, ma in più un pick up pieno di pezzi di ferro viene scaricato nell’alloggio bagagli del bus, incredibile...poteva almeno far spostare tutti i presenti a destra, il catorcio cammina in pratica sulle ruote di sinistra, assurdo…finalmente ci troviamo sulla strada per Yazd, vasta, arida, le montagne si allontanano e intorno solo deserto, ogni tanto qualche vecchia costruzione abbandonata e i soliti meccanuncoli saltuari, molti camion e poche macchine.
Sul bus la consueta cortesia e persone che appena cominciano a sgranocchiare qualcosa offrono subito, stavolta riesco a declinare anche perché il superdeluxe supercarico sbarella che è un piacere; arriviamo nel tardo pomeriggio e trovo sistemazione presso un simpatico hotellostello, se vuoi la singola 200.000 se dormi in compagnia 50.000, la seconda grazie, in stanza sono con una coppia di irlandesi trentenni che viaggiano ormai da cinque mesi, lavorando occasionalmente nelle Farms e contano di rientrare in patria per settembre, un giapponese arrivato dal Pakistan a cui ho chiesto com’era la situazione, tranquillo sono stato una settimana a Peshawar a parte qualche boom boom ogni tanto nulla di che…benissimo atari man…e altri due ragazzi.
La mattina seguente di buon'ora esco a fare un giro, Yazd è un piccola città e la parte più interessante, nonché patrimonio dell’unesco (ma quanti patrimoni c’ha l’unesco? mah..), è quella vecchia le qui case vie e quant’altro sono di fango e paglia affascinante e ben tenuta devo dire, insieme al centro zoroastriano (la torre del silenzio e il tempio del fuoco).
Termino la parte antica e verso ora di pranzo cerco di capire come colmare i6/7 km che mi separano dal zoroastriansite senza dover sganciare 40.000 rials ai tassinari…comincio a camminare ma capisco che la distanza è notevole quindi mi posiziono davanti ad una fermata dell’autobus in direzione della periferia, certo, nessun’autista parla inglese e tutte le indicazioni sui cartelli e sui bus sono in persiano, ma ormai sono di marmo…ad un certo punto si ferma un ragazzo piuttosto alla moda e si mette ad aspettare, andrà certamente all’università penso io (che e' proprio in direzione del sito) e naturalmente comincio a stressarlo con una serie di domande, purtroppo non va all’università e non sa nemmeno una parola di inglese, ma non appena gli faccio vedere dove voglio andare mi fa cenno di stare con lui, ok ma il biglietto? No no ci penso io (questa frase nn mi è nuova...) arriva il bus e saliamo, lui lancia due biglietti nel secchiello (davanti all’autista c’è un secchielletto in cui tutti mettono il biglietto l’autista non dice una parola e appena salgono o scendono infilano il biglietto li, in più le donne salgono e rimangono dietro, gli uomini davanti, divisi!), io tento di dargli i soldi ma è inutile…appena salgo un ragazzo comincia subito a parlare in inglese scansando il mio muto amico ed invitandomi a sedere vicino a lui, vabbè, ma da li a poco scende e così passa metà del percorso (mica breve sono piu' di 7 km!), finalmente arriviamo al capolinea, io e il mio primo compare scendiamo, lui mi fa strada e mi indica il bus da prendere per arrivare al sito, vado per fare il biglietto e lui si mette davanti e compra altri biglietti, sale sul bus, parla con l’autista, gli da un biglietto per me, scende ne da 4 a me e mi saluta, io rimango ebete come un t.d. alla prima camicia, lo guardo e gli dico quanto gli devo, lui no no, mi fa cenno di salire e se ne va, rimago sempre senza parole ormai…il bus mi scarica al confine della città, da li il vuoto, in lontananza due montarozzi in mezzo al deserto…sviluppiamo il turismo non il fitness, please…arrivo e mi trovo sotto la torre del silenzio, l’ho cercata per anni…come spesso accade il sito è in totale stato di abbandono, peccato perché l’ho trovato bellissimo tranne l’arrampicata davvero estenuante e rischiosa che ho fatto prima di arrivare in cima e notare dall’altra parte una comoda stradina, un cartello no eh??? Passo due ore li tra la torre, il silenzio, il sole ed il panorama, rilassante, poi torno verso il centro azzeccando miracolosamente i due bus; la città ormai mi è familiare quindi decido di dirigermi verso il terminal e cercare un bus notturno per Shiraz, arrivo alla stazione ma i bus sono tutti pieni perfino il taavoni, torna domani alle 10, nooo! mi infilo nell’altra sola agenzia e chiedo se realmente è tutto pieno, la ragazza acidovelata mi dice che è pieno, il signore accanto mi guarda e mi parla in farsi, io gli dico di essere straniero e lui mi dice turist no iranian? Troviamogli un posto! No, dice la ragazza, lui mi chiede di dove sono, ah italia? E con un sorrisone dice alla donna, no no adesso un posto lo troviamo, iraniani e italiani uguali vero?? certo, la stessa cosa...mi attacca una filippica allucinante ma alla fine riesce a trovare un posto per me, tra un occhiolino, un sorriso e una sgranocchiata di qualcosa che tira fuori dalle tasche.
Trovato! La ragazza lo dice con tono dimesso e lui super entusiasta mi da il biglietto, mi stringe la mano mi saluta e mi da una radice, la guardo, guardo lui sorridente e la mangio…iraniani e italiani uguali vero? …vero, guarda che tocca fa per un biglietto…è l’alba, il cielo limpido, sono a Shiraz dopo l’ennesima notte in bus, mi sistemo in albergo un po’ più di lusso, 200.000 rials, ma sono stanco e dopoa la nottata non mi reggo in piedi, dormo parte della mattinata…mi alzo verso le 12 e comincio a girare per la città, è piuttosto carina anche se meno di come mi aspettavo, l’aria è diversa, non so perché ma da Yazd il mio sesto senso fa i capricci e un po' tutto mi sembra diverso…parto per il bazaar giusto per ritrovarmi un attimo e dopo due ore sono dall’altra parte della città, non ci ho capito nulla; trovo però il primo supermercato (microbo) del mio viaggio, ne approfitto per i viveri mattutini, succhi, biscotti e acqua, alla fine ritrovo la città ma non grazie alle indicazioni degli abitanti nessuno parla inglese!
La giornata si esaurisce così, l’unica cosa che riesco a fare è organizzare un minitour per Persepolis l’indomani, non ci sono mezzi e l’unica possibilità è il taxi fornito dall’albergo; alle 9 si parte, si è unita a ma una taiwanese e insieme all’autista partiamo alla volta di Persepolis.
Il sito dista un’ora da Shiraz e' bello ma meno di quel che credevo, il taxinaro intrattiene piacevoli conversazioni specialmente riguardo al governo e al malessere del paese, ridendo parla di tutte le problematiche e le incomprensibili situazioni che sono costretti a vivere contro la loro volontà, nonostante sia un paese potenzialmente ricco (umanamente immenso aggiungo io), assolutamente economico (con un salario medio di 500 us dollari mensili si vive bene), ricco di cultura, siti e meraviglie naturali (ma assolutamente trascurato) altro tuffo nella realtà iraniana, costante compagna di questo viaggio...la giornata come da copione si conclude a metà della visita con un acquazzone clamoroso, l’autista mi dice che è un bene non pioveva da tre anni ed è buono per le campagne...e certo aspettava che arrivassi io, ma guarda…il giorno seguente cambio sistemazione e mi colloco nel consueto tugurio, piove tutto il giorno e girare per la città diventa complicato riesco solo a trovare un ristorante che non abbia solo carne e tento di rimediare alle due calamità che si sono abbattute su di me, la deflagrazione degli occhiali da sole comprati a Bèri per 5 € e la definitiva archiviazione di uno dei due jeans in mio possesso, ho affrontato fin’ora l’Iran con mezza gamba di fuori tra le risa e i commenti delle persone dietro di me, la moda anni novanta non attacca qui…per i pantaloni una guerra persa sono ancora troppo "in forma", ma per gli occhiali e' andata meglio, ho acquistato dei ray ban, il tipo del negozio voleva farmi credere che erano originali ad ogni costo dicendomi guarda guarda made in italy (scritto sulla custodia di pelle), ma dico io a me lo vieni a dire?? Vanno bene 35.000 rials??? Si! perfetto…bye bye Shiraz, si va al mare...

Andre, Shiraz

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